Otto studiosi di più discipline e atenei nel dossier nato dalla Carta di Matera. In Basilicata la sfida dello spopolamento: da terra di passaggio a terra di progetto
Nel 2002 erano uno su cinque. Nel 2024 sono quasi sei su dieci: tanti sono i laureati tra i giovani meridionali che emigrano verso il Centro-Nord. È il dato fotografato dal rapporto Svimez di febbraio 2026, da cui è partito sabato 17 ottobre all’Auditorium Gervasio di Matera il convegno “Sud e Mediterraneo, dialogo necessario” che ha presentato ufficialmente i risultati del dossier promosso dal Circolo culturale La Scaletta e dalla Federazione delle associazioni civiche del Sud.
Il volume di di 256 pagine coordinato dal prof. Piergiuseppe Pontrandolfi, nato dalla Carta di Matera (1° marzo 2024) è stato realizzato da otto tra docenti universitari e studiosi provenienti da Federico II, Vanvitelli, Basilicata, Salerno e Svimez tra gli altri. Dalle politiche per il Sud alla demografia, dall’assetto istituzionale all’europrogettazione, dalla cooperazione universitaria al patrimonio architettonico e paesaggistico, fino ad agroalimentare e turismo enogastronomico. Tre le direttrici: nuova governance nazionale e transnazionale, approccio strategico rinnovato, territori più attrattivi. Si è trattato dell’ultimo di tre appuntamenti che hanno interessato alcune regioni del Sud: Eboli, San Martino in Pensilis, Matera.

La proposta
Il Sud perde le sue energie migliori e il divario non si chiude: il Pil pro capite, al 52,9% di quello del Centro-Nord nel 1951, nel 2024 non ha raggiunto il 60%. Per i relatori, il segno che le politiche per il Mezzogiorno hanno fallito, con la ripresa recente legata al Pnrr in scadenza. Una possibile strada da seguire per invertire la rotta potrebbe essere quella della creazione di una macroregione mediterranea funzionale che, nel rispetto della Costituzione, permetta al Sud di pensarsi come entità unica: servizi, infrastrutture e imprese in sinergia, alternativa alla visione del Paese vista da Nord.
Il convegno
Dopo i saluti di Francesco Paolo Di Pede, presidente del Circolo La Scaletta, Antonio de Pandis, presidente della Federazione, del sindaco Antonio Nicoletti e di Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019, hanno parlato Carlo Borgomeo (Pres. Fondazione con il Sud – da remoto – politiche per il Sud e inverno demografico), Lorenzo Chieffi (UniCampania – regioni e autonomia), Maria Prezioso (Tor Vergata – macroregione), Michele Greco (Unibas – università), Mariarosaria Villani (UniSa – patrimonio) e Maurizio Santilli (docente agroalimentare e turismo). Ha moderato Donato Verrastro già prorettore Unibas.
La tavola rotonda del pomeriggio

Basilicata, la domanda:Quale regione tra dieci anni, terra di passaggio o terra di progetto? Al tavolo il sindaco di Matera Nicoletti, il presidente del consiglio comunale di Potenza Pierluigi Smaldone, il presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini, il presidente Anci Basilicata e sindaco di Brindisi di Montagna Gerardo Larocca, il presidente della Camera di Commercio Michele Somma e l’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico, per il presidente Vito Bardi. Assente per impegni il presidente della Provincia di Potenza Christian Giordano. Ha moderato il giornalista Rossano Cervellera, conclusioni di Paolo Emilio Stasi.
La tesi: lo spopolamento si limita con infrastrutture e lavoro. Strade, ferrovie, connessioni, sanità, scuole, imprese che assumono con stipendi veri. Borse di studio e detassazioni a termine non bastano. Il “diritto a restare” non si proclama: va costruito concretamente.
La Basilicata, è stato detto, non è terra finita ma sospesa: potenziale energetico tra i più alti d’Italia, spazi rari in Europa. Le proposte arrivate dal dibattito vanno dal potenziamento della visione regionale come hub logistico ed energetico al potenziamento di settori strategici come quello dell’osservazione dello spazio vista la presenza sul territorio dell’agenzia spaziale italiana e di telespazio. Necessità di formare nuove classi dirigenti ma anche lavoratori specializzati per il fabbisogno delle imprese. Resta sullo sfondo però la necessità di potenziare le infrastrutture e i servizi per arginare lo spopolamento delle aree interne e garantire una qualità di vita accettabile anche nei piccoli comuni. In questo senso un fattore determinante lo rivestono le politiche sanitarie.
Le dichiarazioni
«Il Circolo La Scaletta – spiega il Presidente Francesco Paolo Di Pede – continuerà a promuovere il dialogo tra i diversi territori del Sud per raggiungere un obiettivo che non è più rinviabile: la creazione di una sinergia tra le Regioni su materie come le infrastrutture, la sanità, i servizi e le politiche per le imprese. Lo scopo è quello di dare al Paese una visione alternativa di sviluppo rispetto a quella che è vista solo dalla prospettiva del Nord. Questa è l’eredità che ci lascia questa giornata e la metteremo a frutto».
« Il convegno di Matera, l’ultimo dei tre realizzati, è il terminale di un lungo percorso avviato tre anni fa – sottolinea Paolo Emilio Stasi, responsabile organizzativo dell’evento – ma sarà anche l’inizio concreto, grazie ai solidi contenuti del dossier realizzato, di un nuovo percorso, altrettanto lungo, e si spera fruttuoso per il futuro del Sud e dell’Italia».
«Questa giornata di studi e dibattiti di Matera – spiega Antonio de Pandis, presidente della federazione delle associazioni civiche del Sud – apre un percorso di confronto tra diverse realtà che rendono protagonisti i territori del Sud in un serrato e continuo confronto tra Mezzogiorno e Mediterraneo per costruire una nuova visione di sviluppo»
«Il dossier e il dibattito di Matera – evidenzia Piergiuseppe Pontrandolfi coordinatore scientifico dell’iniziativa – pongono tre questioni prioritarie da approfondire e su cui lavorare: promuovere la costruzione di una nuova governance, nazionale e transnazionale, in grado di coordinare in modo più efficace i differenti soggetti istituzionali ed attori pubblici e privati coinvolti nei complessi processi di definizione delle politiche di sviluppo; definire un rinnovato approccio strategico ai temi della crescita sociale ed economica dei territori; conseguire un significativo incremento dell’attrattività dei territori delle regioni del Sud e soprattutto delle aree interne».
L’iniziativa è stata organizzata dal Circolo Culturale La Scaletta con la Federazione delle associazioni civiche del Sud, in collaborazione con gli Ordini degli Architetti PPC e degli Ingegneri di Matera, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e Calia Italia e il patrocinio di Regione Basilicata, Provincia e Comune di Matera, Università della Basilicata, Camera di Commercio della Basilicata e Fondazione Matera-Basilicata 2019.