Si è tenuto nei giorni scorsi, nella sede del Circolo La Scaletta, un incontro con Nicola Morea, consigliere regionale e Presidente della Commissione Sanità, dedicato all’analisi dello stato della sanità lucana. Un confronto aperto con medici e rappresentanti del territorio materano, che ha messo in luce criticità strutturali e la necessità di scelte coraggiose.
In primo piano, lo squilibrio tra sanità ospedaliera e territoriale che è un tema che riguarda tutto il Paese. Anche in Basilicata, il fondo sanitario regionale, pari a circa 1,2 miliardi di euro, continua a privilegiare la spesa nosocomiale a discapito dell’assistenza diffusa. Una situazione che contribuisce al sovraffollamento dei pronto soccorso, dove molti accessi potrebbero essere gestiti da servizi territoriali più efficaci.
La risposta strutturale sono le Case della Comunità previste dal PNRR, con hub h24 – nel Materano – a Irsina, Montescaglioso e Montalbano. A Matera, che non dispone di una Casa di Comunità Hub, sarebbe allo studio l’idea di rafforzare il presidio di Guardia Medica che si trova nel rione Villa Longo ed il potenziamento dei mezzi disponibili per il servizio di emergenza-urgenza, in particolare – ma non soltanto – nei periodi di alta stagione turistica.
Particolarmente sentito il tema della chirurgia senologica. La proposta attualmente sul tavolo prevede la creazione di una Breast Unit integrata tra Matera e il CROB di Rionero. Si è in attesa della stesura definitiva della convenzione tra i due nosocomi ma dalla discussione è emersa la necessità di preservare il ruolo dei professionisti materani e di garantire che l’attività chirurgica continui a essere svolta direttamente nel capoluogo. “Il primo operatore a Matera – ha aggiunto Morea – deve restare un chirurgo di Matera”.
Tra le altre opere in programma figurano anche: il recupero della struttura di via Laura Battista, destinata ai servizi di salute mentale e alle dipendenze patologiche, l’attivazione della radioterapia entro il prossimo settembre e il consolidamento della chirurgia robotica attraverso il robot Hugo, già utilizzato per decine di interventi.
Particolarmente problematica la situazione della salute mentale. La mancanza di strutture dedicate alla riabilitazione e di professionisti costringe spesso la Regione a trasferire pazienti fuori Basilicata, con costi elevati e inevitabili disagi per le famiglie. I posti letto nei presidi ospedalieri sono insufficienti a dare risposte che non si limitino al contenimento delle crisi. È necessario che si intervenga – è stato ribadito – per non trovarsi in condizioni di affrontare una vera emergenza visto l’aumento dei casi di disagio anche in Basilicata.
Nel corso dell’incontro si è discusso anche della sostenibilità economica del sistema sanitario regionale che dovrà affrontare una necessaria riorganizzazione. Morea ha lanciato un monito sul rischio, non immediato ma potenziale, di commissariamento qualora non vengano adottate misure efficaci per contenere i disavanzi e recuperare efficienza.
“È stato un confronto molto illuminante – ha sottolineato il presidente del Circolo La Scaletta, Francesco Paolo Di Pede – e di questo dobbiamo ringraziare il consigliere regionale Morea per la disponibilità e l’attenzione che ci dimostra. Continueremo a fare la nostra parte portando il nostro contributo di idee per affrontare uno dei temi maggiormente sentiti che è quello della qualità e della quantità di servizi sanitari offerti”.
“È necessario – ha aggiunto il vicepresidente de La Scaletta e coordinatore del gruppo di lavoro sulle tematiche socio-politiche del Circolo, Paolo Emilio Stasi – che ci sia massima collaborazione e condivisione sulle scelte che avvengono sul territorio. In questo senso non possiamo che essere soddisfatti della disponibilità di Morea ma anche del Direttore generale dell’Asm Friolo che è intervenuto più volte ai nostri tavoli. L’attenzione de La Scaletta su questi temi è massima a partire dalla questione della chirurgia senologica, per proseguire con l’attuazione del programma di riorganizzazione della medicina territoriale. Chiediamo inoltre che si possa indicare una rotta anche per il riordino del sistema ospedaliero che va riformato e trasformato in una rete che includa anche le aree interne che sono quelle più a rischio di desertificazione anche sanitaria”.