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Mentre un'antichissima organizzazione civile si sgretolava con i suoi miti e le sue tradizioni, per reazione sorgeva il bisogno di unirsi per ritemprare le coscienze, per educare i giovani all'indagine, al lavoro di gruppo, al colloquio democratico ed a superare il limite della tradizionale attività culturale operata da singoli individui. Le attività dei gruppi di studio in seno al Circolo riguardarono, e riguardano, i problemi socio-economici, storico-artistici, ambientali ed etnografici, in modo da fornire contributi concreti e innovativi per il più razionale progresso della città di Matera, della Provincia, della Regione. Cinquant'anni di attività hanno creato un patrimonio di idee, di studi, di progetti, di incentivi di amore per l'arte e di realizzazioni, la cui validità trascende la contingenza del tempo e del luogo per diventare modello di azione e di vita democratica. Il Circolo ha svolto un lavoro non facile per l'assenza di esempi validi in un territorio ed in una comunità dove si lamentano scarsità di iniziative e di strutture. Nel campo delle attività relative alle arti visive moltissime sono state le mostre d'arte di noti autori e di artisti emergenti. Le manifestazioni hanno consentito spesso l'incontro tra personalità di grande rilievo ed i giovani, favorendo uno scambio di esperienze utile sia per collaudare vocazioni sia per stimolare approfondimenti.
Ai giovani più desiderosi di mostrare il proprio talento è stata data accoglienza nelle sale del Circolo dove, ad esempio, sono state realizzate le prime mostre di scultura di artisti locali. Da queste esperienze, tese soprattutto a ridare segnali di vita negli antichi abbandonati rioni, è nata l'idea di allestire grandi mostre nei Sassi. Momento significativo è stato l'allestimento (giugno-settembre 1978) di una mostra all'aperto nei Sassi e sull'altipiano murgico di grandi sculture di Pietro Consagra. |
Il Circolo "La Scaletta", sorto nell'aprile 1959, iniziò l'attività in un periodo di crisi della comunità locale, in un momento in cui la vita dei Sassi, con i suoi valori, stava per essere cancellata insieme con i "vicinati" e i "casali", ove per millenni si era sedimentata una particolare civiltà.
